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Perché al Sud voteranno Matteo Salvini (nonostante tutto)

Odiamo i poveri. Odiamo esserlo, odiamo che le persone possano pensare di noi come a dei poveri. Sembrerà paradossale ma questo nostro costume potrebbe essere un vantaggio per Matteo Salvini e per la Lega là dove fino a pochi anni fa non lo avremmo potuto neanche lontanamente immaginare: al Sud Italia.

Questo perché il razzismo moderno, contrariamente a quanto si possa pensare, è prevalentemente economico: nessuno si permetterebbe di discriminare un ricco sceicco saudita, un re africano o un magnate cinese, nemmeno chi in questi giorni ha apertamente parlato di razza bianca: ai loro piedi verrebbero stesi sontuosi tappeti rossi, ci chineremmo un lungo inchino e ci rivolgeremmo loro con ammirazione ed invidia.

Degli immigrati di cui parlano tutti non ci piace l'indigenza, fondamentalmente perché non ci piacciono i poveri, perché è la più insopportabile fra tutte le diversità. A denunciare il rischio di questa deriva non è stato Marx e nemmeno Che Guevara ma uno dei padri teorici del liberismo classico, Adam Smith. L'economista ne "La teoria dei sentimenti morali" non : una società che disprezza il povero a discapito dell'ammirazione verso ricco è corrotta, perché non guarda al saggio.

Il sostegno a Trump da parte di molti ispanici, afroamericani e italiani integrati, di seconda generazione o con cittadinanza è stato l'ultimo eclatante esempio: quando il discriminatore ti esclude dal gruppo dei discriminati vuol dire che nella scala sociale c'è qusalcuno ad un gradino più basso del tuo, qualcuno più sgradevole che può unire anche con il tuo ex nemico.

Il 4 marzo marzo potrebbe ripetersi lo stesso meccanismo con la Lega di Salvini: da "terroni e parassiti" i meridionali sono diventati in poco tempo parte integrante del popolo degli odiatori, sono stati promossi penultimi nella gerarchia della politica di destra. L'alto tasso di criminalità, istruzione non adeguata, la disoccupazione e una sanità lacunosa sono stati per anni oggetto di pesanti accuse, oggi invece sono la dimostrazione che in fondo, a ben vedere, i terroni non sarebbero altro che le vittime di questo sistema malato. I colpevoli? I governanti, che non assicurerebbero assistenza sufficiente alle vittime di questo meccanismo per favorire i ben più poveri e ben più spregievoli elementi di questa nuova visione della società: gli immigrati.

A Donald Trump bastò chiedere ad ispanici e afroamericani cosa avessero da perdere nel sostenerlo alle elezioni per garantirsi più voti di quanti se ne potesse aspettare. Per Salvini probabilmente sarà sufficiente limitarsi puntare il dito su qualcun altro. Anni di insulti e umiliazioni verranno spazzati via, come se non fossero mai esistiti, come se l'umiliazione non avesse ferito, come se una certa retorica non avesse influito sui casi di discriminazione decennale nei confronti del Sud e dei suoi costumi.

Tutto sparito, eliminato, come il Nord dall nome della Lega. Sono solo curioso di sapere cosa ne sarà dei meridionali se mai il gradino occupato oggi dagli immigrati dovesse sparire di colpo. L'ipotesi è improbabile ma a ben vedere il passaggio da italiani a terroni potrebbe essere più breve di quanto si possa pensare. Anche se forse il problema sembra essere proprio questo: pensare. E avere un minimo di memoria.