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I fascisti moderni? Dei senza palle

-Bravo Luca Traini, ben fatto
-Sei un patriota
-Peccato non siano morti

Macerata in poche ore ha convinto anche i più scettici: c'è un ritorno di fiamma fra il popolo italiano e il fascismo. Un ritorno di fiamma sancito ufficialmente da un tentativo di carneficina per poco non portato a termine, un desiderio di vendetta che ha travalicato ogni garanzia democratica e di una rabbia che sembra oramai incontenibile. Il tutto opportumnamente accompagnato dal plauso dei connazionali, fatto rigorosamente a debita distanza, meglio se di nascosto.

E sì, perché il fascista moderno non ha le palle ma è molto bravo a lustrare quelle degli altri e quanto accaduto a Macerata lo ha dimostrato ampiamente.

Il fascista moderno innanzitutto non ha le palle di apparire razzista. Non lo ammette, non lo dirà mai, farà finta di non sentire il più delle volte. Il problema è l'immigrazione, l'esasperazione del popolo, l'isamizzazione e chi più ne ha più ne metta. Ma razzista no, quello no.Luca Traini esce di casa e cerca di ammazzare sei uomini e donne per la colpa di essere troppo scuri? Bisogna capirlo, bisogna contestualizzare, ma non parliamo di razzismo.
Il fascista moderno è razzista ma solo con i suoi simili. Farglielo notare in pubblico è il più delle volte preso da lui al pari di un insulto, si offende.

Il fascista moderno non ha le palle di rivendicare la violenza verbale. Toglietevi di testa la spregiudicatezza degli esordi del movimento dei Fasci nei primi del Novecento. Se lo incontri per strada il fascista è pacifico, ti sorride, qualcuno ti chiede anche come sta la nonna. Salvo poi, in una mutazione che farebbe invidia a Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde, trasformarsi in una bestia non appena si sente lontano dall'avversario, non appena si siede di fronte ad un computer. Ben protetto dallo schermo e della tastiera vomita le peggiori amenità sul web, convinto che in qualche modo possano essere perdonate, che siano meno gravi perché non tangibili. Quando poi, tornati alla vita reale, chiedi conto di quanto scritto sui social, il fascista moderno torna un agnellino e ti guarda con occhi dolci, si inventa un attacco hacker o cerca di convincerti di essersi spiegato male. La testa si ritrae come quella di una tartaruga nel guscio, secondo alcuni studiosi è da qui che deriverebbe lo stemma di Casapound. Si vergogna, si guarda intorno, qualcuno ride di imbarazzo. Se non fosse che ci sarebbe da piangere.

Il fascista moderno non ha le palle di odiare la libertà. Lo so, Benito Mussolini si sarà rivoltato nella tomba. Fascismo è per sua natura negazione della democrazia e della libertà ma il fascista moderno fa leva quotidianamente sul diritto d'espressione: "Siamo in Italia, posso dire quel che mi pare" scrive sprezzante mentre elenca i meriti del regime o mentre si augura che qualche barcone venga affondato, meglio se con qualche bambino a bordo così si potrà dire degli immigrati che son dei cattivi genitori.
Il fascismo moderno si augura che torni un regime liberticida che sappia fare bonifiche alle paludi. Se ragioni sul fatto che la democrazia possa tutelarsi da chi vuole distruggerla si mette a piangere e grida Libertà! Libertà!, sbatte i piedi a terra nervosamente. Se evochi l'apologia di fascismo strilla isterico, ti risponde che vuole anche quella del comunismo, si comporta proprio proprio come facevo io. Poi ho compiuto sei anni ed ero troppo grande per non essere in grado di farmi un esame di coscienza senza guardare il compagno di banco.

Il fascista moderno odia la vita. Non gli importa di Pamela: se fosse stata uccisa da delle guardie sarebbe stata una tossica in meno, come lo è stato Stefano Cucchi del resto. Il fascista valuta la vita degli altri in base all'utilizzo strumentale che può farne, a quanto possa essere sventolata per trarne un vantaggio politico. Il fascista moderno non ha empatia, finge di provarne. Non ha il coraggio di fare niente, se non fomentare l'odio guardando da lontano. Il fascista moderno plaude Traini perché lo fanno gli altri, perché la sua vita frustrata non gli offre di meglio che questo: accanirsi violentemente contro chi è più debole. Il fascista moderno odia da lontano e disprezza la vita. Tranne che la sua, l'unica che non metterà mai in gioco per ciò che crede.

Il fascista moderno non ha le palle. Plaude Traini, da lontano. Si sente un leone, solo nella folla. Urla, solo quando lo fanno gli altri. Odia, ma pubblica foto di gattini. Si esprime apertamente solo a distanza, diventa vago se preso singolarmente, si vergogna si se stesso. Strisciante prende piede, non pensa, non si espone. L’individuo in massa acquista un sentimento di potenza invincibile. Ciò gli permette di cedere ad istinti che, se fosse rimasto solo, avrebbe tenuto a freno. Il fascista moderno sa di essere vomitevole ma si nasconde nel caos della folla, spesso non ha nemmeno le palle di rivendicarlo come individuo.

Le folle non hanno mai avuto sete di verità. Dinanzi alle evidenze che a loro dispiacciono, si voltano da un'altra parte, preferendo deificare l'errore, se questo le seduce. Chi sa illuderle, può facilmente diventare loro padrone, chi tenta di disilluderle è sempre loro vittima.
Gustave Le Bon, Psicologia delle folle