/ In Italia

Perché ti lamenti? In italia non si sta male

Lagnarsi. Indiscutibilmente sport nazionale, sottofondo di qualsiasi discussione che riguardi politica, società e attualità nonché fonte di energia inesauribile di tutti i populismi.

Se buona parte degli altri esseri umani che popolano il pianeta stanno peggio di noi vuol dire che sostanzialmente noi non stiamo così male, significa che la vita in sé è mediamente meno generosa con l’uomo di quanto noi occidentali possiamo pensare.

Lagnarsi dell’Italia è una costante talmente accettata da aver reso la retorica del Paese di M... un dogma, la pietra sulla quale basare qualsivoglia dibattito nei bar, nei salotti e nel nostro Parlamento.
Sia chiaro, non è che lamentarsi sia di per sé un male e il più delle volte è proprio dal malcoltento che nasce il cambiamento. E non si vuole di certo sostenere che non esistano anche nel ricco Occidente situazioni che meritino istanze di giustizia ed equità. Quello che senza ombra di dubbio spesso non si considera è che, al netto dello storytelling popolare, in Italia si stia meglio che altrove e che questo dovrebbe essere un punto di partenza prima di qualsivoglia argomentazione, è incontrovertibile.

Non c’è lavoro, non c’è sicurezza, non c’è salute. Siamo talmente abituati a sentire argomentazioni simili da aver dimenticato che il nostro è uno dei Paesi che offre comunque più tutele per chi vi ci nasce. Siamo usciti dal corpo delle nostre madri e senza alcun merito conquistato ci siamo trovati nella parte del globo con più benessere economico e sociale tuttavia, nonostante questo, non facciamo altro che deprimerci per questo. E proprio per questo,spiace dirlo, siamo degli stronzi.

Finché l’Italia sarà un “Paese di M...” non lamentiamoci del successo dei populisti

Eh vabbeh, se ci paragoni al Terzo Mondo certo che stiamo bene” è la risposta che più spesso si sente dare quando si avanzano argomentazioni simili. Peccato che al netto delle divisioni didascaliche coniate in qualche studio riscaldato nel buon Occidente non esista nessun Terzo Mondo, esiste esclusivamente il Mondo ed è uno solo. E nel mondo, piaccia o non piaccia, la condizione della vita umana è crudele, precaria e il più delle volte ingiusta.

Mentre ti lamenti perché a 25 anni non hai un posto fisso e vivi ancora con mamma e papà fermati un secondo e pensa: sei su un divano comodo, vomiti la tua rabbia su un social network a cui accedi per mezzo di uno smartphone che con buone probabilità è in parte opera di un bambino che ha meno della metà dei tuoi anni e vivi in un modello economico in cui alla tua età puoi vivere dignitosamente con i frutti abbondanti delle generazioni precedenti. Non solo sei fortunato, sei uno stronzo se ti lagni. E proprio mentre ti sciacqui la faccia per lavar via le lacrime mosse dal tuo disagio tutto occidentale ricordati che il solo azionare la manopola di quel rubinetto per vedere scorrere idrogeno e ossigeno è di per sé un privilegio. Un terzo dell’umanità deve uscire fuori dalla propria abitazione solamente per dissetarsi e oltre 260 milioni di esseri viventi (oltre quattro volte il numero di abitanti del nostro Paese di M...) deve percorrere più di mezz’ora per farsi un semplicissimo bidet. Senza considerare il fatto che con una piccola rotazione della tua testa potrai vedere il tuo water, un privilegio che un uomo su sette non vedrà mai nel resto della propria esistenza.

Ragioniamo per assurdo: se dividessimo in maniera grossolana l’umanità in sette individui, un rappresentante per ogni miliardo di individui, l’italiano potrebbe essere tranquillamente il più ricco del gruppo, sia per il Pil della propria nazione che per quello pro capite. Guardando gli altri sei noteremmo che la metà di loro guadagna meno di 2.5 dollari al giorno, uno di loro è analfabeta e uno vive in povertà estrema, che tradotto in soldoni vuol dire fare fatica ad arrivare a fine giornata, non a fine mese. E mentre la sera alle 18 una preoccupazione del nostro rappresentante probabilmente sarà quella di smaltire la pancetta dovuta al weekend balordo noteremo che in contemporanea ce ne sarà un altro che alle 18 probabilmente non avrà nemmeno mangiato, soffrendo di denutrizione.

Sì ma in Italia fanno schifo i servizi” - Nell’arco di un anno solare è praticamente impossibile non sentire la parola malasanità anche se secondo la rivista scientifica The Lancet nel 2017 il nostro sistema sanitario nazionale era dodicesimo al mondo, davanti a Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito. Migliorabile, è vero, ma oggi un terzo dell’umanità non ha un’assistenza sanitaria degna di questo nome. Per non parlare della sicurezza, argomento per il quale l’italiano medio non perde occasione di trasformarsi in un forcaiolo da tastiera: secondo il Global Peace Index siano uno delle nazioni più sicure al mondo.

Siamo abituati ai titoli di giornale che ci descrivono fanalino di coda in ogni categoria ma la realtà è che spesso si tratta di classifiche "tra i migliori" e non sempre siamo messi così male

Prima di lagnarti pensa a dove sei, sta proprio qui il punto: se buona parte degli altri esseri umani che popolano il pianeta stanno peggio di noi vuol dire che sostanzialmente noi non stiamo così male, significa che la vita in sé è mediamente meno generosa con l’uomo di quanto noi occidentali possiamo pensare, significa che siamo più felici della media e non è poco. Questa è statistica pura che, può piacere o no, ma va aldilà del comune sentire. Non è rappresentativa di ogni realtà, è molto approssimativa e senza ombra di dubbio non può e non deve essere l’alibi per non cercare di migliorarsi.

La realtà è che credere di vivere in un Paese di M... è la scusa perfetta per non pensare alla nostra reale condizione, per non sforzarci a conoscerci e a capire i nostri limiti e i nostri possibili obiettivi. E’ la rinuncia allo sforzo di superarsi, è la colpevolizzazione facile e comoda dell’altro: lo Stato, la Sanità, il Governo. E’ l’atto più irresponsabile che come popolo si possa fare e che siamo tradizionalmente abituati a fare, all’unisono. Siamo nati dalla parte migliore del globo ed è ipocrita limitarsi a lagnarsi. Bisogna alzarsi le maniche e baciarsi le mani, le occasioni oggettivamente ci sono. Oppure possiamo starcene sul divano o al bar, possiamo continuare a lamentarci. Ma non saremmo altro che degli ipocriti.