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Capotreno licenziato per razzismo? Non è vero

Ampio spazio sulla stampa è stato dato alla notizia del capotreno aggredito e rapinato sulla tratta Brescia-Cremona il 23 settembre che, stando a quanto riportato dalla maggior parte dei media, sarebbe stato licenziato per aver pronunciato la frase "Negro di m...". Una narrazione della vicenda condita da titoli sensazionalisti al limite del clicbait che in poche ore ha sollevato indignazione e proteste. Ma che è totalmente fuorviante e imprecisa.

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I fatti

Giordano Stagnati, il protagonista della vicenda, il 23 settembre chiede il titolo di viaggio a Moussa Diatta, il senegalese che in seguito aggredirà il capotreno. Chi viaggia sulla Brescia-Cremona sa bene che spesso è necessario fare il biglietto a bordo, probabilmente Diatta però non ha avvertito il personale appena salito sul convoglio, come avrebbe dovuto fare, e per questo è formalmente non munito di regolare biglietto. Stando a quanto si apprende Stagnati avrebbe accettato una carta prepagata dal senegalese che sarebbe risultata tuttavia priva di credito. Per delle non meglio precisate ragioni Stagnati avrebbe gettato la prepagata dal finestrino, insieme allo scontrino del mancato pagamento. Da qui sarebbe nato un diverbio, culminato in un’aggressione e il furto del Pos del ragazzo. Durante la colluttazione Stagnati avrebbe morso il senegalese che di tutta risposta (come si vede nel celebre video diffuso da Brescia Today) lo ha aggredito per poi darsi alla fuga. Poche ore dopo Moussa Diatta è stato fermato con ancora il Pos in tasca e denunciato a piede libero per rapina. Affronterà un processo a gennaio.

Licenziato perché razzista?

"È più grave un insulto o una rapina? – si chiede il segretario lombardo della Lega, Paolo Grimoldi – L’azienda ritiri subito questo provvedimento, siamo oltre l’assurdo".

Quello che forse ci sta sfuggendo di vista è che in uno Stato di Diritto non si fa a gara a chi la fa più grossa, non si confrontano gli errori. Si dovrebbe ricostruire la realtà dei fatti, dopodiché ognuno si assume le proprie responsabilità.
Sul comportamento del senegalese non c'è stata alcuna revisione o analisi (il video è eloquente) e sarà un giudice a stabilire se e quanto dovrà pagare.
Giordano Stagnati invece è stato dipinto come il ferroviere licenziato per aver pronunciato una frase razzista. Questo è totalmente falso. Le motivazioni del licenziamento le ha spiegate Trenord: "Non ha tenuto un comportamento corretto coi viaggiatori, ha bestemmiato, ha commesso turpiloquio, ha morso il passeggero". Non si circoscrive, dunque, al solo pronunciare della frase "Negro di m..."

Qui qualcuno dimentica inoltre che Stagnati al momento dei fatti era a tutti gli effetti un pubblico ufficiale. Un pubblico ufficiale è retribuito dallo Stato anche per gestire con professionalità situazioni difficili come questa. Gettare dal finestrino un oggetto di proprietà altrui, comunque la si voglia vedere, non è consono a chi indossa una divisa ed è la dimostrazione di una palese incompetenza. Così come lo sono urla, insulti e bestemmie. Se la versione dei fatti dovesse essere confermata (per ora si sono raccolte diverse testimonianze oltre al video) il capotreno si sarebbe dimostrato totalmente incapace a gestire la tensione e lo stress, capacità che un pubblico ufficiale è tenuto ad avere. Sempre.
Non so voi ma io, da utente delle ferrovie dello Stato, non vorrei mai trovarmi di fronte a esplosioni di rabbia e totale perdite di controllo di chi dovrebbe garantire la mia sicurezza e la mia incolumità. Fa parte del prezzo del biglietto del resto.

Matteo Salvini

Che quella sia una tratta difficile è noto a tutti, che umanamente sia comprensibile (ma non giustificabile) un errore anche. Tuttavia proprio per rispetto verso chi lavora ogni giorno con professionalità gestendo casi simili a questo bisognerebbe essere capaci di aspettare ad esprimersi attendendo un pronunciamento ufficiale dato che in questa vicenda, al di là del partito preso, sembrerebbe impossibile distinguere fra vittime e colpevoli in modo chiaro. L'unica certezza è che come troppo spesso accade se di mezzo c'è un uomo di colore è facile trovarsi nella barricata della strumentalizzazione, buonista o cattivista che sia.

E questo, duole dirlo, non fa presagire nulla di buono per la stabilità (quantomeno mentale) di questo Paese.