[Scienza] Gli uomini sono meno attenti all'ambiente delle donne. Per un motivo ridicolo.

Ecologia e virilità: quando fare il macho distrugge l’ambiente.
Chi fra voi è solito destreggiarsi fra le corsie dei supermercati avrà sicuramente notato quanto siano aumentate le “etichette verdi” sui prodotti di frequente uso: dal detersivo con agenti biodegradabili al biscotto biologico passando dal sapone in confezione eco-sostenibile fino alle sigarette di produzione locale. Sia chiaro, non è la copertina a fare un bel libro e non tutte le indicazioni sulle etichette provano l’efficacia ecologica del prodotto, eppure questa tendenza è prova tangibile che una maggiore sensibilità verso l’impatto ambientale stia gradualmente condizionando le scelte dei consumatori e, di riflesso economico, delle case produttrici. Fosse anche una questione di moda è indubbio che in qualche modo si stiano ottenendo effetti benefici da questo fenomeno.

Uomini e donne hanno pari meriti? Molto semplicemente: no.
Notiamo innanzitutto come molti studi abbiano già da tempo dimostrato che gli uomini producono mediamente più rifiuti, riciclano di meno, lasciano un’enorme impronta ecologica e si sentono meno responsabili delle donne per l’inquinamento da loro prodotto.
C’è poi un recente studio che, spinto dalle ricerche precedentemente citate, si chiede apertamente  “l’eco-friendly è poco virile?” James E.B. Wilkie e Aaron Brough dell’ Università di Business di Notre Dame e della Utah State University hanno ipotizzato che il maggior consumo di prodotti “verdi” da parte delle donne sia frutto di un atteggiamento maschile di salvaguardia del proprio ruolo di genere. Questa ricerca si basa su studi precedenti che hanno dimostrato  come gli uomini siano più attenti al mantenimento del proprio ruolo sessuale e che gli atteggiamenti di attenzione all’ambiente siano comunemente correlati a stereotipi femminili. In sostanza Wilkie e Brough hanno confermato questi dati aggiungendo che gli uomini tendono a fare donazioni ad enti no profit che abbiano un logo maschile o che richiami ad elementi più virili, mentre le donne non sembrano interessate a questi aspetti, tanto da scegliere prodotti con packaging maschile senza particolari problemi.

Tutta colpa degli uomini? Ancora più semplice: no.
Effettivamente il sesso maschile ha tendenze eco-menefreghiste ma va sottolineato come l’associazione “ambiente-femminilità” pare sia frutto di un immaginario comune: sia uomini che donne percepiscono chi compra prodotti che prestano attenzione all’impatto sul pianeta e chi abitualmente ricicla come individui “più femminili” e i marchi eco-friendly come generalmente “meno maschili”. Questa visione condiziona profondamente i consumatori, tanto da indurre i maschi a preferire acquisti meno ecologici anche quando questi non incideranno sull’immagine esteriore: anche nella vita privata la conferma della propria virilità determina tendenze di mercato.

Soluzioni? Ideologorroico è un canale cinico e pessimista ma dato che anche l’autore necessita di ossigeno al cervello quanto voi per poter continuare a scrivere e dato che tutto sommato non manca molto tempo al punto di non ritorno forse qualcosa andrà pensato. D’altronde i geologi hanno da poco decretato l’inizio dell’Antropocene, l’era geologica in cui l’essere umano sta condizionando pesantemente il proprio ambiente tramite il suo impatto inquinante.
Quindi uomini e donne viviate questa tendenza come deve essere vissuta: come un luogo comune da sfatare quanto più presto possibile. La salvezza del pianeta vale più di qualche paranoia testosteronica e francamente terminare l’esistenza umana a causa di un discutibile e dubbio machismo è davvero imbarazzante, credo che diventeremmo gli zimbelli dell’intero Universo. Pensiamoci dai.

Condividi questo post entro 30 secondi. La sua eco-compatibilità rende gli uomini più sexy del 45%. Ho provato, FUNZIONA!

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