Uomini forti, deboli equilibri- Cavoli a colazione 4

Trovo quasi divertente il quotidiano aggiornamento necessario per avere una vaga chiave di lettura della situazione internazionale di questi tempi. Pare infatti che gli uomini forti, tanto bramati da una buona parte di europei, tutto si stiano dimostrando fuorché garanti di ordine e stabilità.

Trump, presidente degli Usa, ha un nemico naturale: la Russia di Putin. Peccato che il governo russo sembra abbia interferito sulle presidenziali americane per favorire l'elezione di Trump. Trump si è detto infatti disposto a trattare con Putin su vari fronti, tranne su quello siriano dato che Putin sostiene Assad, che combatte contro i ribelli di Trump. Trump ha appena bombardato le postazioni di Assad, che è amico di Putin. Assad è sostenuto anche dall'Iran che sulla Siria ha numerosi interessi, primo fra tutti limitare l'influenza della Turchia. Eppure Iran e Turchia concordano sull'inimicizia nei confronti dei curdi siriani. Curdi siriani sostenuti però anche da Putin. Quest'ultimo, dopo qualche incidente diplomatico, sembrava essersi avvicinato ad Erdogan ma dopo la bomba chimica di Idlib Erdogan ha richiuso le porte al Cremlino di Putin. In realtà Erdogan le porte le ha chiuse proprio a tutti, soprattutto all'Europa. La Turchia è tuttavia nella Nato, possiamo dunque dedurre che le abbia socchiuse, sebbene anche Trump sembrerebbe strizzare l'occhio ai curdi, nemici dei turchi, pur facendo muso duro all'Iran, che però è alleato di Putin, che lo avrebbe aiutato ad essere eletto ma che oggi si lamenta dell'intrusione in Siria.
Fuori dall'ammucchiata stanno a guardare ammirati gli europei, insieme all'Arabia Saudita e Cina, che però scommettono. In dollari.

L'unico paese degno di nota per coerenza di posizione assunta sul piano internazionale sembrerebbe essere la Corea del Nord: l'outsider orientale infatti non piace a nessuno. Putin? Trump? Giammai. La vera scelta di polso a questo punto è Kim. L'unico modello capace di dare stabilità e ordine sembrerebbe in ultima analisi quello seguito dal regime di Pyongyang: dal 1948 dittatura ed antipatia per l'edificazione del socialismo reale. Non male, no?

Oppure, per i più abitudinari tradizionalisti, c'è sempre l'obsoleta e malaticcia opzione dell'Unione Europea. Ma perché prendersi carico del Vecchio Continente con i suoi oltre settant'anni di noiosissima pace?

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