Come Trip Advisor ha cambiato (in meglio) la ristorazione

Una breve storia per capire la “Trip Advisor revolution”

Da 28 anni (quasi) vivo a Desenzano del Garda, località turistica e vera e propria perla di rara bellezza alle porte della pianura Padana. La stazione, l’uscita autostradale e i meravigliosi paesaggi l’hanno resa per anni meta di turisti, per di più tedeschi e olandesi.
Sulla via principale di Desenzano c’era un ristorante: arredamento posticcio anni ’70, insegne sbiadite e modificate a pennarello e quasi del tutto anonimo. In (quasi) 28 anni non ho conosciuto nessuno che tra i miei concittadini abbia mai messo piede all’interno del locale, se non per lavorarci. Prezzi spropositati, cibo spazzatura e look da “fottituristi” non hanno mai reso quel postaccio attraente a chi Desenzano l’ha sempre abitata. La centralità della posizione lo rendeva tuttavia sempre pieno, i tedeschi ci capitavano letteralmente dentro e se non lo facevano venivano praticamente forzati a farlo dai maleducati camerieri. Qualche mio amico ci ha lavorato e la frase che per sempre mi rimarrà impressa in mente recitava più o meno così: “Le pizze? Le prendiamo a bancali surgelate al discount e le scaldiamo. Fanno abbastanza schifo ma cosa vuoi che ne capisca un tedesco?.
Il ristorante era anche una gelateria. Non ho notizie in merito al processo di preparazione ma non mi sarei sorpreso se avessi scoperto che la provenienza dei preparati fosse collocata in un’ala produttiva dell’Ilva di Taranto.
*Un giorno venne Trip Advisor *e quel giorno fu l’inizio della fine.
La media del ristorante nell’arco di qualche anno aveva raggiunto il voto di 2/5, per quanto possa ricordare il peggior locale di Desenzano.
Ma il vero capolavoro signori era il voto assegnato alla gelateria (divisa dal ristorante). Media di 1/5. Uno signore e signori, uno. Nemmeno i proprietari se la son mai sentita di autovotarsi cinque, come fanno tutti. Nessuno era riuscito a giudicare quel gelato commestibile, nessuno.

Quest’anno il ristorante gelateria, definito “Horror- il mostro del lago” da un’impietosa recensione, dopo una stagione passata coprendo goffamente il nome sull’insegna per aggirare le valutazioni(mai visto una cosa simile in vita mia) ha chiuso ufficialmente, scomparendo da Trip Advisor ma rimanendo su Google (con 9 recensioni, quattro di cittadini desenzanesi “sospetti”). Dopo anni passati a farla franca la proprietà ha fatto i conti con gli effetti del web 2.0

Il titolare cambierà nome e in questi mesi invernali ne sta approfittando per un re-styling interno. Certo, in questi anni si è arricchito sfruttando la posizione centrale del suo ristorante ma quello che conta è che abbia imparato a sue spese la lezione. Il modello “fottituristi” è al tramonto e “il mostro del lago” lo ha scoperto a sue spese, poco mi dispiace.
Non è da poco: spiegato in poche parole è dare spinta alla cucina genuina e alla ristorazione sincera. Quasi nessuno si è accorto ma sul lungo periodo potrebbe tradursi in una vera e propria rivoluzione nel settore turistico-ricettivo.

Nota finale
Ah, il proprietario era inoltre famoso per essere uno stronzissimo datore di lavoro. Non vedo l’ora che inventino jobadvisor, non vedo l’ora di vederlo un’intera stagione con una maschera sul volto per non farsi riconoscere.

di Alessandro Sahebi

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