"Tiziana Cantone, scusa ma te la sei cercata"

Ciao Tiziana, ti scrivo una breve lettera per dirti che in fondo te la sei cercata. Metto le mani avanti, sono dispiaciuto per te, davvero.
Ma cosa ti aspettavi? In una società che esprime in ogni sua forma i valori della maschilità una donna come te ha l’unico ruolo di oggetto a servizio dell’uomo, dovevi rimanere nei tuoi ranghi, silenziosa e accondiscendente. La tua sessualità è rischiosa, rivoluzionaria, fa molta paura a noi uomini. La tua libertà capovolge millenni di patriarcato, ti mette in una posizione dominante nel ruolo dei giochi di genere, non va bene. Tiziana Cantone, la tua immagine è stata rovinata nel momento in cui è stato reso pubblico che un eros femminile esiste, che può esprimersi, che può abbattere le barriere e i tabù che abbiamo costruito per limitarvi. Una donna che prova piacere deve vergognarsi, deve essere schernita, deve essere oggetto di insulti e aggressioni.
Le fiabe sono fatti di buoni e cattivi e in quelle erotiche voi siete il lupo pericoloso, il maschio fa il cacciatore, l’eroe moderno capace di cacciare e ottenere quanti più rapporti sessuali possibili, come fosse un gioco a punti, trovando l’approvazione dei suoi simili. Forse la tua colpa è non essere nata uomo, avresti sicuramente collezionato qualche elogio.
Sia chiaro, non si tratta di una guerra fra sessi opposti: nel nostro esercito militano numerose donne come te: donne che hanno deciso di obbedire, di partecipare all’edificazione silenziosa del maschilismo, donne che al servizio del loro unico uomo accettano il loro stesso annullamento, omertose. Donne che ripudiano qualsiasi ribellione, che nel nemico hanno trovato un accogliente rifugio. Le donne che piacciono alla nostra società.
Abbiamo fatto squadra, abbiamo trovato ogni modo possibile per ridicolizzarti, farti provare vergogna, addirittura ti abbiamo reso impossibile iniziare una nuova vita, ammesso che la tua fosse una colpa da espiare, una macchia di infamia da cui fuggire. Tiziana Cantone, non esiste luogo su questo pianeta dove ci si possa nascondere dalla cattiveria. C’è chi lo chiama cyber-bullismo, io la chiamo normalità che assume nuove forme di espressione.
Concludo ricordando alle sopravvissute che una donna che prova piacere è fastidiosa, che è meglio confinarla nelle riserve dei siti pornografici dove possiamo avere il totale controllo su di lei. Chi prova ad uscire dalla camera da letto subirà lo stesso trattamento, è garantito. Non ci aspettavamo che ti saresti tolta la vita Tiziana, oggi ridiamo meno, hai avuto una piccola rivincita bisogna ammetterlo, ma ancora una volta abbiamo lubrificato il meccanismo dell’oppressione e da domani, questa è una promessa, si ricomincia come se nulla fosse.

Il cambiamento quando perde una battaglia assume nomi dispregiativi. Potevi essere l’occasione per dare nuova luce sul ruolo femminile, potevi essere lo spunto di una riflessione. Invece ti hanno affibbiato il nome “troia”. Hai fatto di tutto per tornare ad essere Tiziana ma solo la tua morte te l’ha scollato di dosso. Di fonte a tutto questo c’è da chiedersi solo quante altre Tiziana Cantone si convinceranno che l’unico modo per uscire da questo incubo sia quello di legarsi un foulard al collo.

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