I tassisti hanno torto ma hanno ragione

La protesta dei tassisti romani è anacronistica, sbagliata e reazionaria. Una battaglia persa in partenza che non fa altro che rallentare il progresso e colpisce il benessere dei consumatori.

Il progresso, quello vero, non può fermarsi per gli interessi di una casta o di una categoria. Pretendere questo vuol dire non avere la minima affezione verso concetti quali sviluppo e civiltà.

A ciò deve essere aggiunta la violenza esercitata da parte dei tassisti romani nei confronti dello Stato e dei nemici politici individuati tra i militanti del Partito Democratico, come se la globalizzazione mondiale fosse un fenomeno di governo. Violenza sbagliata, esagerata ed espressa in forme vergognosamente antidemocratiche attraverso il saluto dell’ideologia più umiliante nei confronti del concetto di umanità, quello fascista. Da condannare.

Tuttavia forse dovremmo smettere di asservire il nostro pensiero alla logica del bianco e del nero, dovremmo essere capaci di sospendere la nostra fede ultrà per dare spazio ad una grigia riflessione.

La violenza esiste, è una componente umana che solo in occidente viene demonizzata con sgomento. Deve essere repressa e allontanata, mai potrà essere giustificata eppure può essere in qualche modo compresa.

Il progresso è progresso quando fa il bene della società. I benefici in termini occupazionali ed economici di Uber sono indiscutibili: W Google e W Uber! W Flixbus! W Amazon!

Tuttavia anche il progresso virtuoso ha un prezzo da pagare e lo Stato non può esimersi dal pagarlo.
Stato sociale vuol dire rendere meno dolorosa la scalata verso il benessere, vuol dire attutire l’impatto a volte devastante dello sviluppo, vuol dire mediare tra le leggi del mercato e benessere dei propri cittadini.

Via ogni norma restrittiva ad Uber e a forme simili di nuova imprenditoria ma con i dovuti “se” e i necessari “ma”.
Uno Stato che non si occupa di ognuno dei suoi componenti e che non pensa ad una soluzione è uno stato lobotomizzato e lobbizzato. Uno Stato che difende gli interessi di una piccola casta è uno Stato-non-Stato, è una oligarchia reazionaria.

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