Se mi chiami "buonista" non offendi me, offendi la tua intelligenza

Comunemente ritenuta un'invenzione del professor Ernesto Galli Della Loggia e datata al primo di maggio del 1995, la parola "buonista", dopo diverse trasformazioni semantiche, è diventata oggi una delle accuse più usate nel web tipicamente per denigrare l'avversario di sinistra, specie se questo si trova a dover prendere posizione in tema di immigrazione o di diritti a favore delle minoranze.

Buonismo”, nella sua accezione originale, serviva per stigmatizzare atteggiamenti ritenuti genericamente troppo indulgenti. Tuttavia nel corso del tempo, complice un incessante martellamento politico e mediatico, il termine è diventato un vero e proprio insulto utilizzato con la precisa finalità di offendere ed accusare.

Se l'italia fa schifo è tutta colpa dei buonisti del cazzo come te. Smettila di scrivere certe cazzate che con quel cognome non sei credibile.

Il buonismo ha un antico parente, nato nel 1938: il "pietismo". Pietisti erano tutti coloro che durante il regime fascista si macchiavano della colpa di provare qualche sentimento umano per gli ebrei proprio durante gli anni dell'emanazione delle leggi razziali. La svolta antisemita della politica e della società italiana non aveva convinto l'intero paese e coloro che non si allinearono all'ondata di odio della maggioranza vennero scherniti con questo appellativo, vennero isolati insieme alle loro istanze, opinioni che avrebbero potuto salvare milioni di vite umane.

Perché non li ospiti a casa tua? Buonista...

A dirla tutta non provo vergogna se mi dai del buonista e non avrò mai paura di esprimere un'idea per il rischio di essere definito tale. La verità, questo l'ho capito dopo, è che non provi odio nei confronti del mio buonismo, il buonismo è un espediente dialettico che utilizzi volutamente per attaccare me, strumentalizzandolo. Tu hai il terrore che io sia buono, che io possa esprimere la mia empatia o il mio sostegno al più debole. Mi etichetti come buonista perché non puoi basare le tue argomentazioni sulla tua cattiveria, sulla tua xenofobia. Ti vergogni di te stesso e della tua immotivata frustrazione e dipingi una versione ingigantita del mio, con tutti i difetti e i limiti del caso, essere quanto più comprensibile possibile.

Come ha scritto Michele Serra, il buonismo è diventato «un alibi insostituibile che serve a ridurre ogni moto di umanità o di gentilezza a un’impostura da ipocriti, e di conseguenza ad assolvere ogni moto di grettezza e di disumanità».

"Buonista" è la scusa con cui nascondi la tua incapacità ad argomentare, "buonista" è la rassicurazione di appartenere al tuo fidato e ristretto gregge, buonista è l'occasione di fare, almeno ogni tanto, il lupo con qualcuno che è più debole di te. Buonista è non sforzare di capirmi e di capire la complessità del mondo. Buonista è solo una vuota semplificazione.

L'invasione dell'Italia è appoggiata da voi buonisti

Il contrario di buonista è cattivista. Essere cattivista è l'atteggiamento di chi, cito la Treccani, rifiutando per principio ogni ipotesi di mediazione mira a tenere alto il livello dello scontro politico e ad alimentare i contrasti sociali.

Puoi fare di più. Potrei fare ulteriore leva sulle tue generalizzazioni, sulle imprecisioni, sul clima di tensione mediatica o sulla tua incapacità di argomentare tamponata quotidianamente con l'automatismo mentale che ti spinge a dare del buonista a chiunque non la pensi come te. Ma sono troppo buono per infierire.

Puoi fare di più che limitarti a darmi del buonista. Ogni volta che usi quelle parola, questo mi spiace constatarlo, non offendi me, offendi la tua sola intelligenza.


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