Questa storia del burkini ha davvero stufato.

Molto ha fatto discutere il tema del divieto all’utilizzo del “burkini”, vero spartiacque del dibattito francese e, per contagio, di quello italiano.

Ho 27 anni. A 19 ho iniziato a lavorare in un fast food della più famosa fra le catene americane. Per tutelarsi all’interno dell’azienda si rispettavano le leggi, tutte, anche le più arretrate. Una di queste impone di indossare una t-shirt all’interno dei locali pubblici per non ledere il comune decoro. Mi è sempre sembrato paradossale che si possa essere parzialmente svestiti per strada ma non in un bar. Ho più volte dovuto riprendere dei turisti affinché si munissero di maglietta ma nessuno di loro ha mai lanciato hashtag contro la libertà di espressione né ferventi italiani hanno mai difeso la peculiarità bacchettona del nostro sistema di leggi. E dal 2008 ad oggi ancora non è successo.
Vivo in una Città di lago. Posso tranquillamente affermare che da quando ho ricordi donne e ragazze mussulmane fanno il bagno vestite. Dal 2003, data della sua invenzione, il burkini comincia a farsi vedere anche sulle spiagge che regolarmente frequento: in sedici anni non ho mai sentito nessuno lamentarsi.
Faccio il giornalista e mastico informazione sin da quando avevo 14 anni. Penso sia comunemente accettato che la categoria della stampa spesso esageri grottescamente notizie e tendenze per ingrossare vendite o click, non nascondiamoci dietro un dito, ci stiamo cascando ancora.
Il burkini? Una inutile montatura, povera di argomentazioni e in gran parte frutto di un’eterna battaglia ideologica. Costruita da politica e giornalismo per riempire il silenzio dovuto alla pausa di Ferragosto ci sta impegnando in una futile polemica estiva, destinata probabilmente ad essere dimenticata con il primo calo di temperature.

C’è chi vuole creare uno scontro di civiltà dove non c’è, i turisti tedeschi dopo due ore di esposizione al sole diventano rossi come aragoste e passano il resto della vacanza vestiti, compresi in acqua. Li ho trovati spesso buffi e qualche volta stupidi (mi chiedo se sappiano dell’esistenza della crema solare) ma mai mi sono posto il problema del decoro, francamente ho altro a cui pensare.
Che poi, trovo molto più incivile quello che qualcuno sversa nelle acque piuttosto che il modo in cui qualcun altro ci entra.

burkini bis

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