Perché, da onnivoro, non sopporto più la ridondante retorica anti-vegetariana.

Lo ammetto, la base morale su cui Ideologorroico si muove parte spesso da un giudizio netto di fatti o opinioni che a volte può sembrare categorico. Del resto non sono mai stato un tipo da “ogni idea andrebbe rispettata”, diciamo che sono convinto che ognuno abbia la facoltà di esprimersi liberamente ma debba aspettarsi che il prossimo, spinto dallo stesso diritto, possa ritenerlo un cretino per ciò che ha affermato il primo. Diciamo che mi drogo dell’adrenalina che il mio corpo libera nell’ esatto momento che esprimo un punto di vista, non trovo nulla di sbagliato nel giudicare gli altri e i loro modi di pensare in quanto atteggiamento facente parte della gamma dei comportamenti umani ma d’altro canto so benissimo quanto sia difficile farlo e non sopporto chi esercita questa tendenza in modo grossolano e sconsiderato.
Gli anti-vegetariani. Sia chiaro, qui non si parla di onnivori, categoria al quale appartengo, bensì di chi ha deciso di immolare la propria misera esistenza ad intraprendere una vuota crociata mediatica contro chi ha deciso di abbracciare una dieta o una filosofia alimentare.
Partiamo dall’assunto che li sprona: gli anti-vegetariani odiano i nazi-veg, ovvero i fondamentalisti vegan, perché a loro dire sono arroganti, con la puzza sotto il naso e pare non facciano altro che sbandierare la loro scelta etica senza lasciare spazio alla pluralità e al confronto. E hanno assolutamente ragione ad odiarli.
La domanda è:* perché far di tutta l’erba un fascio?*
Gli estremisti sono chiaramente una parte esigua di coloro che si definiscono vegetariani (in Italia rappresentano l’8% della popolazione). Al netto di bambini e anziani che a causa del divario digitale non hanno un gran numero di utenti sulle piattaforme social e considerando che l’età media dei vegetariani corrisponde alla fascia di età di maggior frequentazione di Facebook, possiamo dire che se i vegetariani fossero tutti intransigenti ogni singolo giorno avremmo milioni di accanite discussioni in cui noi, poveri mangiatori di carni e derivati, ci sentiremmo ripetere a macchinetta che siamo degli assassini senza cuore.
Ho molti amici e amiche vegetariane e questo non è mai successo. Chiaro, non è un campione scientifico, ma ho come l’impressione che intorno a chi compie questa scelta ci sia un alone di sospetto e diffidenza, alimentato spesso dai media mainstream, come accadde nella famosa intervista delle Iene di Mediaset o nel tristissimo teatrino con Cruciani, che costantemente spacciano il sensazionalismo di bassa lega per informazione e fomentano pregiudizi non tanto lontani a quelli di stampo razzista tanto di moda ai giorni nostri.

Seconda considerazione ai lettori anti-vegetariani:* perché lo fate? No, seriamente, quale è il vostro preciso scopo?*
I vegetariani non fanno nulla di male, anzi è assodato che consumino meno risorse terrestri e, buttata lì senza troppe fonti, penso che di problemi ambientali nel 2016 ne sussistano abbastanza. Ora, magari mentre mi sto mangiando una pasta con il tonno è poco piacevole, ma se durante una discussione emerge l’argomento di minor impatto sul pianeta di chi mi sta davanti rispetto al mio stile di vita e questo risulta esser ben verificabile, lo prendo come tale: è un dato di fatto e provo un po’ di imbarazzo. È una questione scientifica, si parla di CO2 non di immissione nell’ etere di negatività astrale. Essere ecologici vuol dire avere coscienza e conoscenza del proprio ambiente e dovrebbe esser motivo di vanto e complimenti, non di insulto. Perché cercar di far smettere di esserlo?
E poi, davvero credete di convincere un vegetariano con argomenti logici? Presunte leggi di natura e dilemmi morali quali “…e le zanzare?” o “ma anche la lattuga è un essere vivente” credete che possano minimamente far desistere un individuo dalla sua scelta di privazione? Perché di questo si tratta, chi sceglie questa dieta rinuncia ad una gran parte della gamma di alimenti offerti dalla nostra ricchissima cultura culinaria. L’anti-vegetariano non perde occasione di ricordare quanto sia buona la carne e, spesso privo di argomenti, ghettizza la scelta Veg in una mera questione di gusto. Per molti, soprattutto all’ inizio, è una difficoltà cominciare questo percorso e portarlo avanti con forza di volontà ferrea eppure convinzione e determinazione fanno superare ai più i primi problemi. Se seriamente ritenete di essere in grado di indurre in dubbi amletici un vegetariano fino a fargli pensare “ok, se mi lavo le mani uccido i batteri, tanto vale uscire a cena alla Fiera della Porchetta di Sant’Antonio Abate” avete dei seri problemi.

E poi, cosa serve insultare chi lo fa per posizioni morali? Dare degli “animalari” a tutti i vegetariani è da arroganti, con la puzza sotto il naso e dà l’idea di voi di persone insulse, pronte a tutto per sbandierare la propria idea senza lasciare spazio alla pluralità e al confronto. Notate qualche somiglianza con i nazi-veg?
Lo ammetto anche io, mi piacciono gli animali. Ho un cane che vede in me il suo leader e mi segue fedelmente, spesso mi isolo con lui perché mi fa stare bene e se dovesse morire soffrirei più di quanto mi susciterebbe dolore la morte del mio vicino di casa. Sono tanto una brutta persona?
Questo non vuol dire che al giungere di un furgone senza controllo e potendo scegliere di salvare un bambino o un riccio non saprei chi allontanare dalla strada, sono pienamente convinto del maggior valore della vita dei miei simili, ma questo non esclude che io possa amare gli animali e trattarli con rispetto e mutualità.

E sì, i vegetariani sono “borghesucci viziati” tanto quanto lo siete voi. L’immagine di un bambino affamato o il ricordare i tempi andati dei nonni che mangiavano polenta e sabbia non fa di voi persone migliori, soprattutto se esprimete le vostre opinioni dal vostro comodo divano per mezzo del vostro nuovo I-Pad.
La filosofia alimentare “veg-moderna” nasce in seno alle ricche culture occidentali e ne assume i connotati, proprio come lo fate tutti voi. Qualsiasi vegetariano dotato di buon senso non trova niente di sbagliato se un essere umano, in situazioni di emergenza o di esigenze sanitarie, assume prodotti di origine animale. Se qualcuno sostiene il contrario non fatevene carico e prendetelo per come è, un idiota.

Stranamente la retorica anti-veg ha poche argomentazioni scientifiche riguardo all’impatto di tali diete sulla salute. La questione è ovviamente ancora aperta nell’universo medico e di difficile sbrigliamento date le infinite concause che possono determinare l’insorgenza o la prevenzione di determinate malattie. Qualcuno, timidamente, cita studi parziali o articoli di giornale ma trattasi di un fenomeno perlopiù marginale.
L’anti-vegetariano infatti non ha senso critico: nella sua mediocrità sta stretto, è spinto da egocentrismo e così trova valvola di sfogo nel diverso, nell’ emarginato di turno. Spesso di estrazione riformista non ha accanimenti di stampo razzista ma ne assume tutte le caratteristiche di fondo. Sfoga la frustrazione che gli comporta l’appartenenza alla massa nell’ esprimere concetti di medio tenore intellettuale ma con un’immensa forza dogmatica. Scarsamente dotato di cervello si riduce a ragionar di pancia. In planata incontrollata il suo umorismo tocca i livelli più infimi e non trova battuta migliore di una foto che immortala una grigliata, magari salutando chi non la mangerebbe. Ossessionato dal suo voler apparire cerca cameratesca intesa negli altri onnivori che, il più delle volte, sorridono imbarazzati alla dimostrazione assurda di tanta miseria. Si crede superiore e giudica le persone in maniera semplicistica, facendo di tutta l’erba un fascio.

Ultimo appunto diretto: ma non avete nulla di meglio da fare? Un globo al collasso, emergenza sociale in espansione e il rischio concreto di una guerra mondiale davvero vi spronano a tutto questo? Davvero vi comporta tanto disagio? Avere un amico vegetariano al massimo vi comporterà non mangiar carne quando sarete invitati a casa sua per cena, nulla di più.

Fosse anche una moda il non aderirvi non fa di voi degli alternativi: i giudizi grossolani e poco pensati vi rendono un unico grande gregge di pecore, poco inclini all’ analisi, di tendenze *intellicide *e facili prede di chi strumentalizza le vostre posizioni. Non fatevi fregare dal lupo, nemico storico della pecora e famoso predatore carnivoro.

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