Non abbiamo possibilità contro Putin

Perché Putin vincerà in Occidente, distruggendo l’occidentalità

Oramai è ufficiale, siamo entrati della Seconda Guerra Fredda Mondiale. Solo gli storici, rigorosamente a posteriori, avrebbero tutto il diritto di etichettare un determinato periodo dandovi un nome che al meglio lo descriva, lo so. Ma con un pizzico di coraggio – e perché no, anche di spavalderia – mi permetto di annunciare l’inizio del secondo round del conflitto terminato nelle macerie del celebre muro divisorio della capitale tedesca, Berlino.

La cattiva notizia è che questa guerra non può essere vinta dall’Occidente. Tutti abbiamo assistito quasi divertiti alle campagne di propaganda sovietiche e statunitensi promosse, più o meno velatamente, dalla fine degli anni ’40 ad oggi. Grottesche raffigurazioni del nemico, cinema, tv e radio unite all’utilizzo di false notizie hanno pervaso i sistemi di comunicazione di massa biparisan, senza risparmiarsi colpi bassi, toccando i limiti del ridicolo se rivisti oggi.

Ciò che per molto tempo ha permesso di dividere i due compartimenti in maniera tutto sommato efficiente e stagna è stato sicuramente il monopolio dei mezzi di comunicazione, esercitato dai sistemi di potere per conservare potere e appoggio popolare.

*Putin ha chiesto il bis ma questa volta non può perdere. *Per colpa della libertà occidentale, paradossalmente, ci spingiamo ogni giorno di più a dare consenso a forme di potere autoritarie.

Putin e la sua propaganda possono agire indisturbati sulle piattaforme sociali occidentali attraverso due media fortissimi: Russia Today e Sputnik Italia. Veri e propri canali di propaganda e contro-informazione, quotidianamente offrono ai loro lettori “fatti alternativi” con il chiaro intenso di apportare consenso alle correnti governative della Federazione Russa e del suo Zar.
Hacker, fake news e populismo a fette spesse. Altri strumenti utilizzati dal cervello mediatico putiniano sono fondamentalmente “mosse scorrette”, se pur usate in gran misura e con costante frequenza.
Interferenze informatiche – come durante le elezioni negli Usa – utilizzo e diffusione di vere e proprie bufale da servire a partiti complici – noto è il caso dell’inchiesta BuzzFeed sulle notizie infondate e il M5S- e un’immagine popolare di uomo deciso e patriota costruita con un abile mix di romanticismo e machismo da bar dello sport, hanno reso agli occhi di molti occidentali il modello russo come un traguardo da raggiungere.
Sempre attenti ai bisogni di pancia i partiti populisti (di destra e di sinistra) stanno inoltre cavalcando l’onda della “Putin-Mania”, ottenendo risultati fino a dieci anni impensabili nel democratico ovest del pianeta.

Il problema è che non possiamo fare lo stesso. *Ricordate i compartimenti stagni crollati nel 1989? Ecco ora sono vasi comunicanti. Ma a senso unico.
Mentre ieri la propaganda sovietica poteva raggiungere solo pochi circoli di intellettuali dell’area extraparlamentare di sinistra, rimanendo in gran parte di nicchia, oggi Putin può condizionare mezzo miliardo di persone. *
E può farlo praticamente indisturbato
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La dialettica Est-Ovest non è infatti propriamente circolare considerando la pesante censura a cui è sottoposta la rete russa, inaccessibile dagli organi di informazione occidentali: nessun Facebook ma un social monitorato, dati personali di navigazione conservati da agenzie governative residuate del Kgb, pesantissime leggi contro il dissenso e un clima di sostanziale terrore e repressione nei confronti degli oppositori del governo.
A ciò va aggiunta una martellante propaganda interna che ha permesso a Putin di costruirsi un solidissimo consenso in questi anni di potere.
La ricetta del regime perfetto. Compattezza interna, propaganda  senza ostacoli, sfruttamento a proprio vantaggio del diritto di parola in occidente e totale criminalizzazione del nemico: Putin è riuscito a dividere il mondo per imporre un modello liberticida per mezzo della libertà.

Lascio questo articolo incompiuto. L’ignoranza dilagante, la ricerca di modelli forti, approssimazione informativa e la disumanizzazione potevano trovare terreno fertile solo in luoghi sostanzialmente liberi ed aperti. Luoghi che paradossalmente stanno per essere distrutti dagli stessi attori che hanno fatto parte della tragedia.
Censurare per conservare la libertà è forse ossimorico ma sembrerebbe l’unica via. Sareste disposti ad affrontarla?

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