Luca Donadel, storia di un bufalaro su Mediaset

Luca Donadel ci fa un quadro chiaro delle ragioni dell'attacco missilistico alla Siria da parte degli Usa. (Introduzione al servizio di Luca Donadel fatta da Matrix, Mediaset)

Sono ormai diverse settimane che il fenomeno Luca Donadel ha invaso il web. Il giovane blogger, presunto esperto di politica internazionale (molto presunto, lo vedremo), propina ad un pubblico sempre più ampio teorie diplomatiche che, almeno nella maggior parte dei casi, dovrebbero svelare la realtà dei fatti contrapposta alle notizie mainstream dei media occidentali.

Il suo video più celebre, quello che maggiormente lo ha elevato a fenomeno sociale, si intitola La verità sui migranti. Nonostante esperti (veri, non presunti tali) abbiano fatto le pulci all'efficace produzione di Donadel (ne parla Leonardo Bianchi, su Vice.com), ancora oggi le sue inchieste sono seguite da decine di migliaia di persone (decine di migliaia!) che continuano a vedere nel giovane studente universitario un paladino della verità anti-sistema e anti-apparato.

A dare eco a Donadel in questi giorni ci ha pensato la redazione giornalistica di Matrix, su Canale 5. Redazione che, almeno secondo quanto prescritto dalla legge, dovrebbe essere composta da minimo un giornalista professionista (il direttore). Matrix pare stia cominciando ad ospitare Donadel in modo piuttosto fisso. Nonostante la la presenza di più di un giornalista, però, pare che nessuno si sia preso la benché minima briga di verificare quanto vada in onda di fronte a milioni di telespettatori. Milioni. Ne ho analizzato uno, il primo. Una pubblicazione su cui la produzione di Matrix ha delle responsabilità.

Il video andato in onda è questo, vi consiglio di guardarlo e poi procedere con la lettura.

CLICCA QUI PER IL VIDEO alt

Interessante? Andiamo al fact-checking.

0:36 Era il 2014 quando la Russia si fece garante dello smantellamento di TUTTO l'arsenale siriano
Donadel sottolinea che TUTTO l'arsenale chimico di Assad sia stato eliminato da Putin. Per far forza alla tesi, che viene definita senza mezzi termini Dato di fatto, il buon Donadel cita l'Opcw (Organizzazione per la proibizione della armi chimiche), citazione evocata probabilmente per istituzionalizzare l'iniziativa, per renderla più credibile. Peccato che la stessa Opcw, in più occasioni, abbia più volte accusato proprio il regime di Assad di non avere eliminato TUTTO l'arsenale chimico. (cito una fra le tante fonti) . No Donadel, non era TUTTO, o almeno non vi è la certezza. Non è un dato di fatto, questo sì, è certo.

1:00 Pertanto è plausibile la versione dei russi
Al minuto 0:15 Donadel lamenta l'intervento di Trump, troppo frettoloso in quanto non avrebbe atteso gli esiti di un'inchiesta internazionale. Tuttavia, l'esperto internazionale, ad un certo punto cambia idea e dal suo appartamento bolognese si sente legittimato a sbilanciarsi con tanta certezza, più di quanto possa fare il Presidente degli Stati Uniti d'America. Un po' esaltato il ragazzo?

1:26 Tutte le dichiarazioni e i video che arrivano da quella zona arrivano da UNA fonte, il Syrian Observatory for Human Rights
Donadel ci offre come dato di fatto la sola presenza nell'area della discussa organizzazione. Il giovane ha ragione quando ci racconta il curriculum vitae dell'unico gestore del portale, peccato che basi le fondamenta del ragionamento su di una bugia: il Sohr non è l'unica realtà presente in Idlib.
Video e testimonianze sono arrivate anche, tra altri, dagli White helmets e dalla Edlib Media Center, tanto che nelle prime ore seguite alla strage la stima delle vittime e le dinamiche dell'attacco erano confuse e piuttosto contraddittorie.
Nei pressi di Idlib operano a vari livelli e in differenti forme altre associazioni umanitarie non governative, tra cui Save the Children, Medici senza Frontiere e personale dell'Uossm, tre medici dei quali hanno perso la vita nell'attacco chimico del 3 aprile.

2:17 Un'altra prova di presenza jihadista è il medico Shajul Islam, arrestato nel 2012 con l'accusa di aver rapito dei giornalisti
Qui Donadel perde ogni freno deontologico, dimostrandosi
viziato da parzialità. Il medico era stato accusato di collaborare con i jihadisti, è vero. Peccato che sia stato assolto da una corte inglese in un processo. Shajul Islam ha sempre ammesso di aver incontrato gli ostaggi, ma solo in qualità di medico, essendo uno dei giornalisti stato ferito in un tentativo di fuga. Aldilà dell'ambiguità del dottore (che è evidente ma su cui dovrebbero esprimersi servizi segreti o tribunali, non Donadel) è assolutamente limitativo attribuire alla sua sola figura il ruolo di "rappresentante tipo" di medici e volontari. Inoltre, dimentica il buon Luca, la prova della presenza fondamentalista è ben più evidente, non serve costruire complesse teorie del complotto. Nell'area il controllo politico e militare è in buona parte in mano al Fronte al-Nusra, formazione dichiaratamente jihadista.

2:29 Molte Ong aiutano le popolazioni affidandosi a personaggi locali di dubbia provenienza
Sentite anche voi puzza di Di Maio? La sbornia di autostima del nostro video blogger lo porta a fare affermazioni generiche e fumose. Un giornalista o un vice presidente della camera portano dati, un bufalaro stime generiche. "Molte": che percentuali? "Tante": si ma quante? "Personaggi": documenta.
Che esistano situazioni borderline o addirittura criminali travestite da Ong non è una novità: guerra è innanzitutto business, non dimentichiamolo. Ma certe argomentazioni, buttate lì, rischiano di fare di tutta l'erba un fascio, di innescare pericolosi meccanismi capaci di accendere la macchina del fango contro chi, ogni giorno, rischia la propria vita per aiutare le vittime della sanguinosa guerra siriana. Una prova di giornalismo e onestà intellettuale pietosa. E mal riuscita.

2:50 Ci viene propinata una verità PRECONFEZIONATA e rischiamo di fare la stessa fine del 2003
Luca Donadel combina elementi complottistici supportando la propria verità, salvica e liberatrice.
Colin Powell effettivamente mostrò al mondo prove fatte, forzate e costruite ad hoc per portare acqua al proprio mulino, in assoluta cattiva fede. Prove elaborate con l'unico obiettivo di delineare una narrazione distorta della realtà irachena.
Luca Donadel tuttavia non si dimostra diverso: il suo video è un mix di imprecisioni e bugie volutamente tagliate ed incollate con il preciso scopo di dare credito a teorie molto simili a quelle russe e siriane filo-governative. Un Colin Powell nostrano con un ego smisurato e un pubblico affamato di verità scomode, ma rigorosamente cucite su misura.

Nell'epoca della viralità e della fretta Luca Donadel non ha fatto altro che incarnare lo spirito del tempo per vendere al meglio la propria immagine pubblica, ha sacrificato la verità, ha smesso di informare per infiammare.

Il problema, però, potrebbe non essere Luca Donadel. Il problema è la crescente richiesta di fatti alternativi, di contro-verità. Il problema è il continuo affidamento a qualsiasi pozzo capace di stimolarci, capace di riflettere ciò che in fondo già pensiamo, non importa se è avvelenato. Grosse responsabilità le ha il giornalismo, sempre più attento all'audience e meno alle fonti, meno ai doveri informativi, meno alla verità.

Luca Donadel ci fa un quadro chiaro delle ragioni dell'attacco missilistico alla Siria da parte degli Usa.

Così Matrix si assicura gli ascolti, lanciando e continuando ad invitare Donadel in qualità di Video blogger esperto di politica internazionale. Uno spettacolo vergognoso, quasi comico se non fosse montato sulla pelle di centinaia di migliaia di vittime di guerra.

Con Donadel io perderò sempre: la sua è un'informazione virale, immediata, di pancia. Difficile da contenere. Smontare le sue tesi richiede tempo, impegno, documentazione. Per smontare Donadel bisogna fare giornalismo e il giornalismo, oggi, a questa velocità e a queste regole, perde sempre contro la faziosità.

Forse in fondo ha ragione Matrix. Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, allora alleati con lui.

Visualizza i commenti

Get the latest posts delivered right to your inbox.

Privacy Policy