Le rivendicazioni dell’Isis che tranqullizzano tutti

È evidente ormai che il terrore stia trionfando.

Trionfa nel preciso momento in cui abbiamo ripensamenti prendendo un aereo, trionfa nel ricollegare qualsiasi strage al Califfato Islamico, trionfa nei proclami xenofobi di chi generalizza. Viviamo in uno stato di perenne tensione al quale non troviamo sfogo, se non nelle rivendicazioni dell’ISIS.
Ogni firma apposta sotto una scia di sangue ci fa comodamente pensare che il nemico sia uno, che sia estremamente pericoloso ma in qualche modo definibile. I lupi solitari, i pazzi, i colpi di follia restano indefiniti nell’immaginario comune, il terrorismo internazionale ha una lingua, un’etnia e una religione definita.
Le rivendicazioni dell’ISIS fanno comodo all’ISIS: dove c’è sangue sottoscrivono, rendendo dopando la propria immagine rendendola ancora più forte e ancora più capillare. Poco importa se dietro non c’è alcuna radice direzionale, Daesh sa che schegge impazzite possono colpire da un momento all’altro e questo viene calcolato nei rapporti di forza.

Le rivendicazioni dell’ISIS fanno comodo a noi: semplificano la complessità, incarnano un nemico in un soggetto alieno e diventano il mezzo con cui dividiamo il “mostro” dalla “civiltà”

Le rivendicazioni dell’ISIS fanno comodo ai governi occidentali: la giustificazione perfetta per qualsiasi invasione in Medioriente, l’alibi di ferro per emanare leggi liberticide all’interno dei propri confini nazionali.
Il nostro cervello cancella quasi tutti i nostri ricordi per semplificare i processi e non appesantirsi troppo con le miliardi di informazioni che bombardano i nostri sensi ogni giorno.
Le nostre riflessioni fanno lo stesso: le analisi ad hoc, i ragionamenti specifici e le contestualizzazioni sarebbero troppo complesse, le rivendicazioni dell’ISIS ci aiutano ad interpretare con maggior leggerezza la realtà.

Visualizza i commenti

Get the latest posts delivered right to your inbox.

Privacy Policy