La repubblica delle incompetenze - Cavoli a colazione 5

Vent'anni fa c'erano più scazzottate ma poi si diventava amici.

Sul quotidiano nazionale La Repubblica qualche giorno fa si è affrontato il tema delle risse violente in discoteca con un esperto a dir poco d'eccezione. Un sociologo, direte voi: no. Sarà allora uno psicologo? Nemmeno. Immagino stiate per ipotizzare un esperto di statistica criminale. Vi state sbagliando di nuovo.
Nossignori, nessuno di questi, l'opinionista d'eccezione era nientepopodimeno che il Dj Coccoluto, il disk jokey italiano più famoso degli anni Ottanta e Novanta.

Pur essendo indubbio che Coccoluto abbia nel corso della sua carriera presenziato a migliaia di feste e serate nelle discoteche di tutto lo stivale si è tuttavia dimenticato che questo grande artista, sicuramente esperto di mixer e basi musicali, dalla consolle non avrà quasi certamente acquisito le competenze necessarie per commentare in merito agli ultimi fatti di cronaca nera nei locali del nostro Paese.

Nessuno ce l'ha con Dj Coccoluto né con il giornalista, sia chiaro. È abbastanza palese che questi siano a ben vedere solo due piccoli ingranaggi di un meccanismo malato. Un meccanismo assai più grande.

Soubrette che commentano omicidi, ballerini che leggono sentenze, giullari moderni incoronati al rango di opinionisti sono diventati normalità nel caotico circo mediatico moderno

Si sta sviluppando l'idea comune per il quale il Vip, dall'alto della propria notorietà, abbia per osmosi acquisito le caratteristiche sufficienti per raccontare ed esprimersi su qualsiasi cosa. Qualsiasi.

Nell'Italia in cui tutti devono dire la propria su tutto immersi in un rumoroso blaterare giornaliero nemmeno gli esperti riescono più ad ottenere una gran voce in capitolo. Ed è così che forse, grazie all'ausilio di microfoni, alcuni perfetti idioti sono riusciti a conquistarsi un uditorio. Per il solo merito di essere Vip.

Certo, ogni tanto qualcuno è stato sacrificato all'indignazione del pubblico, ma si tratta di casi sporadici. Lo sa bene Paola Perego, rea di aver fatto su Rai Uno ciò che il palinsesto di centinaia di canali del digitale terrestre permette di fare ogni giorno di fronte agli italiani: dire stupidate.

Piccoli intoppi a parte il meccanismo è ben oleato e sostenuto dall'oceanica galassia dei palcoscenici web, poche volte messo in discussione.

È la repubblica delle incompetenze, dove un popolo di osservatori si ostina a dare credito ad una Élite di improvvisati esperti, per di più acceccati dai riflettori.

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