L'insensata battaglia di Salvini contro gli insetti commestibili

Ecco il "pranzo" che ci propone l'Unione Europea, grazie alla complicità dei governi Pd. (Matteo Salvini)

Dal 1 gennaio 2018 entrerà in vigore una nuova normativa sul novel food, che prevede la vendita e il commercio nei Paesi membri dell’UE, di insetti o di alimenti che li contengono.

Una notizia che a molti potrebbe sembrare stravagante ma che ha radici in diversi rapporti e studi scientifici che sostengono una tesi sicuramente non di poco valore: l'entomofagia (dal greco éntomos, "insetto", e phăgein, "mangiare") è un regime dietetico che può salvare il mondo.

Secondo un rapporto delll'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao),l’uso di insetti per l’alimentazione e la produzione di mangimi presenta vari
vantaggi per l’ambiente, per la salute e per il miglioramento della condizione sociale e dei mezzi di sussistenza di varie popolazioni.

Gli insetti presentano un’alta efficienza di conversione nutrizionale (ovvero cibo necessario per produrre 1kg di massa proteica) con una media di 2kg di mangime per ogni chilo prodotto, contro gli 8kg necessari per avere la stessa quantità di proteine in carne di bovino. La produzione di gas serra da parte della maggioranza degli insetti è probabilmente più bassa di quella del bestiame convenzionale. Per esempio, i suini producono 10-100 volte più gas serra per kg di peso di quello prodotto dai vermi della farina.
Inoltre gli allevamenti di insetti necessitano di molta meno acqua rispetto a quelli convenzionali.

Al di là dei benefici ambientali, che già dovrebbero essere sufficienti quantomeno per aprire alla possibilità di introdurre insetti nella nostra dieta, il rapporto della Fao elenca numerosissimi vantaggi per la salute e per i rapporti socio-economici che ne regolano l'allevamento e la vendita, tanto da definirlo "cibo del futuro" nell'ottica di un aumento di popolazione mondiale che, nel 2050, toccherà i 9 miliardi di abitanti, con non poche conseguenze in tema di sostenibilità e utilizzo delle risorse.

Insomma: superato il limite culturale di introdurre l'entomofagia sulla nostra tavola, non c'è ragione per opporsi alla sua regolarizzazione, come fatto dall'Ue in linea con le evidenze scientifiche e le previsioni sociali sopra citate.

Tutto questo a meno che non ti chiami Matteo Salvini. Incurante dei benefici il leader del Carroccio infatti ha deciso di esporsi, facendo leva come suo solito sull'immediatezza dell'irrazionale, sulla paura e sul disgusto.

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L'iniziativa è presentata dal leghista al pari di un'imposizione istituzionale: il messaggio di fondo è che l'Ue, con l'ormai celebre complicità del Pd, possa mettere sulle tavole degli italiani insetti commestibili. Consapevole del disgusto che la nostra cultura prova verso l'insetto, visto sempre come contaminazione e mai come elemento nutrizionale, Salvini si fa generale di una battaglia contro i mulini a vento, insensata quanto inutile. Se non dannosa.

La norma Ue non impone quote minime di insetti che ciascun cittadino dovrà mangiare. Tra i tanti difetti del libero mercato c'è di bello che, volendo, ci si può astenere dall'acquistare un bene o un servizio. L'entomofagia viene regolata per tutelare la salute del consumatore che, fino almeno fino a quando vi sarà democrazia, potrà liberamente decidere se assaggiare questa nuova fonte di nutrimento.

Nulla vieterà a Matteo Salvini di nutrirsi di spiedo e polenta, così come nessuno gli infilerà in bocca una forchettata di vermi o cavallette. Ma combattere una battaglia contro una pratica che potrebbe rivelarsi fondamentale per combattere fame e abuso di risorse non trova in nessun modo senso. A meno che non si abbia in tasca la tessera del partito più numeroso d'Italia. Il partito preso.

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