I razzisti italiani con il terremoto di Amatrice hanno davvero toccato il fondo

Ho aspettato 24 ore. Non che questa sia una regola oggettiva da seguire universalmente ma mi sono imposto di calmarmi, respirare. Una parte di me in qualche modo ha sperato che il tempo potesse spiegarmi come certi esseri umani, individui che appartengono alla mia stessa specie, possano esprimere tanta cattiveria e frustrazione anche in un momento come questo, anche di fronte alla strage di centinaia di propri simili.
Ora posso affermare che non ci sono riuscito, che ancora mi sembra impossibile che così tante persone abbiano tirato fuori la più bassa forma d’odio contro i più deboli, contro uomini donne e bambini che non c’entrano nulla con la strage di Amatrice. Eppure quegli stessi uomini e donne non sono stati a guardare. In queste ore si stanno moltiplicando i casi di richiedenti asilo e profughi che stanno accorrendo sui luoghi colpiti dal terremoto ma non dobbiamo cadere nella trappola razzista e giocare con loro alla conta dei casi dividendo gli italiani dal resto del mondo: chi aiuta il prossimo per me esprime umanità, indipendentemente dal suo status politico o dal colore della propria pelle. A volte bisogna premiare la semplicità, per oggi basta esprimere stima per tutti coloro che si stanno spendendo per le popolazioni colpite.

Ma quando la frustrazione di una vita piatta, intellettualmente povera e deserta sotto il profilo culturale spinge molti miei connazionali a mettere in moto la macchina dell’odio, della diffidenza e dello sciacallaggio non posso che incazzarmi e provare vergogna. Dai leoni da tastiera stanno emergendo concetti vuoti, scollegati e nella maggior parte dei casi infondati ( ecco da dove nasce la bufala degli hotel di lusso agli immigrati, da Il Post).La spinta al volersi esprimere su tutto, al voler essere sempre al centro dell’attenzione porta gli ignoranti a creare narrazioni forzate, a speculare su qualsiasi vicenda, a non avere pietà per nessuno.![conversazione]
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Parlo a voi, a voi razzisti che state intasando incessantemente le bacheche con deliranti teorie: basta davvero poco, basta fare silenzio. Le vostre parole rallentano la visualizzazione degli appelli che in queste ore rimbalzano sui social network, dividono in un momento in cui servirebbe unità, gettano odio sul dolore.
Fate una cosa utile: spegnete il computer, accendete il cervello e attivatevi per aiutare concretamente chi ha bisogno senza accanirvi ancora una volta sulle vostre ossessioni.

Nei prossimi giorni ci chiederemo tutti come mai non ci sono piani seri di prevenzione, cercheremo di individuare le responsabilità e chiederemo giustizia. Ma ora siamo nel vivo dell’emergenza, il nervo è ancora scoperto.
Restiamo umani.

È attivo il numero 45500 per l’SMS solidale a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto che ha interessato stanotte il centro Italia.

Costa 2€, non avete scuse per non farlo.

PS: molti non leggeranno neanche l’articolo e si limiteranno a commentare. Sono davvero curioso di sapere quanti “buonista” “Boldrini” e “hotel di lusso” conterò a fine giornata.

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