Breve guida per un internet (e un utente) migliore: la regola delle tre D

Ideologorroico.it da mesi conduce una battaglia senza quartiere contro il proliferare di cattive informazioni sul web, specialmente nei social network, denunciando tutti i processi che hanno portato un consistente numero di utenti a diventare parte attiva nell’edificazione di una sorta di Medioevo digitale.

Le grandi premesse di internet infatti sono state in gran parte tradite nel giro di una decina d’anni: democratizzazione dell’informazione e possibilità di verificare ogni singolo contenuto online sono stati spazzati via da un’ondata di populismo e da una totale a-criticità dei frequentatori del web con un immediato e preoccupante riflesso nella vita politica reale che si è tradotto nell’avanzata di movimenti di pancia e diffusione di notizie false.

Ogni Medioevo ha il suo Rinascimento e i redattori di Ideologorroico, nel loro piccolo, son contenti di avere fatto parte diffondendo a più di 29mila utenti le basi per una ricostruzione della credibilità e una problematizzazione concreta dei siti che spacciano fake news: la chiusura di Libero Giornale, l’introduzione progressiva del “tasto anti bufale” (seppure con i limiti che avrebbe, ne parlo in fondo pagina) e la caccia ai proprietari dei siti di notizie infondate promossa dal blogger Paolo Attivissimo sono le mosse portate avanti negli ultimi giorni frutto di una vera e propria resistenza contro la preoccupante inclinazione presa dal web negli ultimi anni.
Come già detto nessun algoritmo potrà mai sostituire l’azione umana nell’approccio ad una notizia, usare il cervello è la prima e la più potente arma in nostro possesso. Proprio per questo proponiamo la “regola delle tre D“, manuale di base per un internet migliore.

Decelerare – Rallentiamo. Quando ci si para di fronte una notizia non dobbiamo avere fretta. Internet ci bombarda quotidianamente di migliaia di contenuti, news e opinioni. Leggiamo sempre meno libri e, paradossalmente, sempre più pagine e caratteri. Pochi di noi godono ad oggi degli ormai antiquati “tempi morti”. Un’attesa dal dentista, alla fermata del bus o durante la pausa caffè si trasformano in momenti buoni per recepire informazioni. Non esistono più sguardi persi nel vuoto, sigarette accese per noia o immersioni in lunghi e articolati pensieri: i tempi morti sono stati riempiti dagli smartphone o dai computer.
E noi, utenti vittime del bombardamento, dai social network abbiamo preso il ritmo: la corsa alla notizia ha reso il mondo dell’informazione più frenetico e sicuramente meno puntiglioso. Prima di condividere, commentare e farsi un’idea dobbiamo fermarci qualche secondo, dobbiamo prendere fiato. Ricordiamoci sempre che dall’altra parte dello schermo c’è un essere umano che scrive: può sbagliare, imprimere alla notizia una traiettoria viziata o volutamente mentire.
Fermatevi e rileggete, pensateci, mettete in discussione le vostre stesse argomentazioni in merito. Sono davvero poche le possibilità che la vostra opinione coincida perfettamente con quella di un altro: fermatevi nelle pieghe e rifletteteci. Insomma, decelerate.

Dubitare *– *Esistono numerose guide che vi aiutano a riconoscere le bufale online, basta cercare sui motori di ricerca “Come smascherare una notizia falsa”.
Inutile ricordare inoltre come negli ultimi mesi siano nati siti che scimmiottando testate autorevoli (il Giomale, il Fatto Quotidaino, Rebubblica e simili) diffondono false news con lo scopo unico di ricavare denaro dai proventi pubblicitari.
Ma quello che vi si chiede qui va oltre le basi: dubitate di chi ha la vostra più totale stima.
Un amico fidato e il giornale online che è sempre stato punto di riferimento hanno infatti una caratteristica comune: non sono immuni dall’errore. Per questo bisogna dubitare di tutto.
Dubitare non vuol dire diffidare, dubitare significa mettere in discussione un’affermazione sia nella sua veridicità che nel proprio valore intrinseco, il messaggio che vuole veicolare. Non smettete mai di dubitare e tu ed internet ne trarrete beneficio.

Diffondere – Passiamo dalla difesa all’attacco. Diffondere una notizia ha due aspetti: rendere le nostre azioni parte del nostro modello di internet e spingere i contenuti affidabili e validi. Diffondere vuole dire cercare di dare buone informazioni all’altro. In un like o in una condivisione si nasconde il nostro quotidiano attivismo contro il dilagare dell’ignoranza, si nasconde ciò che vogliamo per noi per primi ma anche per le generazioni future.
A volte ci si dimentica quanto sia importante ma l’immenso lavoro – mal pagato o volontario – di migliaia di giornalisti e redattori spesso può essere avvalorato con un semplice clic in più. Diffondere la notizia aiuta a promuovere la buona informazione dandole ossigeno, permettendo ad essa di assumere valore sociale.
La vera capillarità è quella che si raggiunge attraverso la volontà:* se qualcosa merita di essere diffusa puoi solo fare una cosa, diffonderla.*

Ti è piaciuto l’articolo? *Decelera *perché rileggendo o ripensandoci potresti non essere d’accordo con me, semplicemente prenditi il tempo che ti spetta. *Dubita *perché posso avere sbagliato, così come tutti i giorni si sbagliano tutti gli esseri umani, mettimi in discussione. *Diffondi *perché hai avuto questo articolo gratuitamente ma se lo ritieni valido può aiutare ad arricchire l’opinione di un altro. Nel web 2.0 sei tu che formi l’opinione, è un compito importante.

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