Facebook adotta la prima misura contro bufale e troll

Da giorni si parla incessantemente di post-verità, bufale e fake news.
C’è chi addirittura si è spinto a parlare di limitazioni del web, chi invece di limitazioni della stampa. Tra le due parti sono partite anche delle querele, come accaduto nell’epico e allo stesso tempo surreale scontro tra Beppe Grillo e il giornalista Enrico Mentana.

Il problema è vecchio ma proprio come una dolorosa carie ha cominciato a fare male all’improvviso,  solo nel momento preciso in cui ha colpito il nervo. L’elezione di Donald Trump ha scandalizzato l’opinione pubblica americana proprio perché arrivata al termine di mesi di durissima campagna elettorale giocata prevalentemente con numerosi colpi bassi e volgarità, fra cui la diffusione più o meno dolosa di false notizie e profili Facebook fittizzi creati solo per promuovere un candidato o creare dissapori tra i gruppi di sostegno elettorale dell’altro.

Anche noi non ci siamo fatti mancare lo scandalo sulle fake news made in Italy: *grazie alle inchieste di BuzzFeed  e di Repubblica, *il vaso di Pandora è stato scoperchiato da qualche mese. Tradotto e semplificato brevemente i due media hanno sollevato un vero e proprio capo d’accusa contro il Movimento 5 Stelle, reo di diffondere attraverso profili falsi notizie inventate e tendenziose, in alcuni casi suffragate addirittura dalla propaganda russa putiniana.

Facebook è stato accusato di non fare nulla e per questo nelle settimane scorse aveva annunciato la creazione di un vero e proprio “algoritmo anti-bufala”. Su Ideologorroico avevo già evidenziato quelli che per me erano i limiti di tale funzione e sotto vi ho riportato il collegamento ad un articolo che ne analizza le caratteristiche.

Piccoli passi. Se il tasto anti-bufala, con tutti i suoi limiti, non è ancora stato attivato c’è in realtà una piccola funzione che il social network di Mark Zuckerberg ha imposto a tutti gli utenti. Nella descrizione personale da oggi ogni iscritto avrà obbligatoriamente indicata la data di iscrizione a Facebook
A cosa serve? Molti siti di informazione di bufale e movimenti politici si servono di utenti creati ad hoc, i troll,  per promuovere i propri contenuti o generare zizzania. Si tratta di un indizio poco oggettivo e abbastanza intuitivo ma ciò che il social network vorrebbe far sottintendere è che più è datata l’iscrizione più è “credibile” l’utente.
Mentre i profili reali sono stati creati per lo più tra il 2008 e il 2009, biennio del boom di Facebook, quelli generati recentemente hanno qualche possibilità in più di essersi iscritti con secondi fini, come ad esempio la diffusione di bufale a scopi politici o commerciali.

Non è un dato matematico. Il mio profilo personale, per esempio, è stato ricreato a fine agosto 2016. Probabilmente avrò qualche difficoltà in più ad aggiungere nuove amicizie avendo perso di credibilità ma nonostante ciò credo che questa semplice funzione sia nella sua semplicità estremamente efficace e potenzialmente d’aiuto. Certo, in questi mesi ho imparato che non c’è limite all’ingenuità di certi utenti ma anche i piccoli passi servono ad andare avanti.
Se poi vi arriverà una mia richiesta di aggiunta ai contatti fidatevi, seppur iscritto nel 2016 esisto realmente.

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